11 October 2018

London Royal Philharmonic Orchestra e i migliori concerti che si tengono a Londra

La London Royal Philharmonic Orchestra è tra le più famose orchestre dalla portata internazionale di Londra. Grande musica da ascoltare almeno una volta nella capitale inglese.

Fondata nel settembre del 1946, l’idea di quest’orchestra fu ferocemente coltivata dal famoso direttore Sir Thomas Beecham, e oggi è una delle cinque orchestre dalla portata internazionale che hanno sede a Londra, una città in cui i concerti – qualsiasi sia la loro forma – sono strettamente connessi con il tessuto sociale che la popola.
London Royal Philharmonic Orchestra London Royal Philharmonic Orchestra

Nelle prossime righe vedremo dapprima di raccontare un po’ di storia di questo rinomato ensemble, per poi passare a quelli che sono i migliori concerti a cui poter assistere quando la RPO si esibisce.

London Royal Philharmonic Orchestra: un po’ di storia

Le origini (1932-1961): l’opera di Sir Thomas Beecham. Nascita e rinascita della RPO

Nel 1813, un gruppo di musicisti professionisti inglesi fondò la Philharmonic Society con lo scopo dichiarato di dare un migliore assetto organizzativo ai diversi concerti che si tenevano a Londra e in tutto il Regno Unito.

Meno di un secolo dopo, re Giorgio V riconobbe all’associazione un valore ufficiale, rendendola di fatto la Royal Philharmonic Society (o RPS).

Nonostante ciò, fu necessario l’intervento di Thomas Beecham – figura benestante al netto dei suoi rapporti con la corona – per far sì che durante la prima guerra mondiale la società non venisse smembrata.

Nel 1926 Beecham stava già pianificando di dare vita a un’orchestra filarmonica reale di carattere permanente, che potesse tornare utile sia alle trasmissioni della BBC (ricordiamo che all’epoca la maggior parte delle emittenti trasmetteva solo notiziari e musica classica) sia alle esigenze della Royal Philharmonic Society.

La prima parte del progetto non fu esaudita, poiché in quegli stessi anni la BBC fondò la sua propria BBC Symphony Orchestra. Ma Beecham non demorse e nel 1932 diede vita la prima versione della London Philharmonic Orchestra.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Beecham si trasferì a Seattle (USA) per lavorare con la locale Symphony Orchestra, e la London Philharmonic Orchestra finì per diventare un’associazione indipendente e autofinanziata, non più collegata alla Royal Philharmonic Society e quindi alla Corona.

Beecham tornò in Gran Bretagna nel ’44 e qui fondò una nuova orchestra, che ebbe il suo primo concerto al Davis Theatre di Croydon in data 15 settembre 1946: tutti i musicisti furono assunti in meno di tre settimane.

Gli fu data di nuovo la possibilità di incardinare la sua formazione sotto l’egida della RPS, potendo così assumere il nome di Royal Philharmonic Orchestra. Per questa ragione la data ufficiale di nascita della RPO è il 1946, e non il 1932.

A partire dal 1948 la RPO divenne ospite fissa del Glyndebourne Opera Festival e nel 1950 ebbe l’onore di essere la prima orchestra britannica a fare un tour negli States dagli anni della belle époque. Sentendo il peso degli anni, Beecham decise di assumere un co-direttore, e la scelta ricadde su Rudolf Kempe, che sostituì l’originario maestro alla data della sua morte, avvenuta nel 1961.

1961-anni 2000: l’era Kempe e l’intervento della Corona

Alla morte di Beecham, lo stato finanziario dell’Orchestra calò drasticamente. Sia il Glyndebourne che la Royal Philharmonic Society rifiutarono di rinnovare i loro contratti e la RPO fu costretta nuovamente a rivedere il proprio satuto come organizzazione autogestita, cedendo quindi i propri diritti e i propri servizi a una casa cinematografica situata a nord di Londra. L’allora direttore Kempe assunse il ruolo di direttore artistico, che manterrà fino al 1975.

Le cose iniziarono a migliorare a partire dal 1966, anno in cui la regina Elisabetta II riammise la RPO nella Royal Charter. Nuove difficoltà gestionali sopraggiunsero alla morte di Kempe (1976), a cui seguirono Antal Doráti (1975-1978, noto per la sua parsimonia nel lavorare sulla disciplina e sul morale degli orchestranti), Walter Weller (1980-1985), André Previn (1985-1987), Vladimir Ashkenazy (1987-1994), Yuri Temirkanov (1992-1998), l’italiano Daniele Gatti (1998-2009) e Charles Dutoit (2009-oggi).

La Royal Philharmonic Orchestra oggi: curiosità, record e statistiche

Oggi la Royal Philharmonic Orchestra si pone saldamente nel cuore della vita concertistica londinese. Molti dei concerti avvengono nell’incantevole e prestigiosa location della Royal Albert Hall, mentre pochi altri si possono ascoltare al Barbican Centre.

La RPO è anche orchestra fissa del Royal Concert Hall di Nottingham, ma non disdegna di girare l’Inghilterra e il mondo durante quei periodi dell’anno in cui non sono previsti cartelloni musicali prefissati nelle sedi in cui solitamente opera.

Trattandosi di un’orchestra internazionale dal comprovato prestigio, la RPO ha suonato per papi e capi di stato, anche in trasferta, come quando lo fece per Giovanni Paolo II a Città del Vaticano, per il presidente cinese a piazza Tienanmen o ancora in seno agli eventi del programma delle celebrazioni dell’indipendenza del Kazakistan, nonché durante la cerimonia di apertura delle olimpiadi ateniesi del 2004. Tour annuali di a cadenza più o meno regolare toccano, infine, molti stati d’Europa, ma anche Cina, Messico e Stati Uniti.

Curiosamente, la RPO detiene un particolare record. Il contratto della durata di 125 anni con l’etichetta Tring International è quello più a lungo termine mai stipulato fra un’orchestra e una casa discografica.

Per quanto riguarda le altre partnership, si segnala quella con la maggiore emittente radiofonica britannica, la Classic FM, che non di rado trasmette registrazioni o performance live dell’orchestra.

A questo primato, se ne aggiunge un secondo: nonostante l’accordo con Tring International sia ancora in atto, nel 1986 la RPO è stata la prima orchestra britannica a lanciare la propria etichetta discografica.

L’impegno sociale

Un punto di vanto della RPO sta nei suoi programmi di educazione giovanile.

Facendo leva sul proprio impatto mediatico, l’orchestra opera in numerosi progetti che mirano ad aiutare i giovani senzatetto e quelli condannati ai lavori socialmente utili, ma anche comuni scuole e famiglie con membri disagiati.

Nel 2018, la RPO Resound, ovvero il programma di rieducazione comunitario, ha compiuto il suo 25° anni di attività.

Dalla Giamaica all’Azerbaigian, dalla Cina alle più remote provincie inglesi, i musicisti professionisti che fanno parte dell’orchestra continuano a lavorare con tutte quelle categorie di individui meno fortunati. Fra queste rientrano anche coloro che sono state vittime di infarti (fatto che ha permesso alla RPO di aggiudicarsi il premio Strokestra), o che comunque sono costrette per ragioni al di sopra della propria volontà a dover scontare una lunga degenza ospedaliera.

Fra tradizione e innovazione: dai grandi classici alle collaborazioni con startup

Con il passare degli anni, la Royal Philharmonic Orchestra è diventata sinonimo di estrema qualità e versatilità nel sapersi muovere all’interno di generi e contesti diversi, che spaziavano dai grandi classici alle opere più recenti e sperimentali. D’altronde fu lo stesso Thomas Beecham a sostenere che “la buona musica è quella che penetra nell’orecchio con facilità, e abbandona la memoria con difficoltà”.

Oggi come allora la Royal Philharmonic Orchestra continua la missione di tener fede a quelle parole.

Per venire incontro a questa grande varietà di generi, la RPO oggi si compone di due sottogruppi.

Da un lato c’è la Royal Philharmonic Concert Orchestra, che è essenzialmente il lato “pop” della RPO, quella che propone pezzi e repertori di musica classica “leggera”.

Dall’altro lato c’è invece la Sharp Edge, un insieme variabile che conta dai 10 ai 30 musicisti e che si occupa di studiare e rappresentare le opere più nuove e recenti.

La prima è stata fondata nel 1987 e da allora si sono susseguite le richieste da parte di network radiotelevisivi di performance dal vivo o registrazioni in studio che riguardassero sia la musica classica che quella popolare.

È proprio la Royal Philarmonic Concert Orchestra ad aver lavorato con artisti internazionali del calibro di Liza Minelli, Rod Stewart, Stevie Wonder, oltre ai nostrani Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli.

Performance più recenti hanno invece riguardato il mondo dei musical (apprezzatissimi nel mondo anglosassone), con la RPO impegnata a curare le musiche del celeberrimo Les Misérables durante il tour scandinavo dell’opera.

Ma l’RPO non si ferma al passato e al presente, guarda anche al futuro.

Nel 2017, l’orchestra è entrata in partnership con EnCue di Octava, un’app che permette di migliorare l’esperienza dello spettatore durante il concerto.

La RPO è diventata quindi la prima orchestra europea a fornire al suo pubblico le note delle melodie suonate, in tempo reale e visualizzabili sullo smartphone.

Degna di nota è anche l’attività dell’orchestra sulle diverse piattaforme social, in cui è possibile trovare sconti per i biglietti e interessanti video dei dietro le quinte.
È possibile seguire la RPO sul proprio sito web (www.rpo.co.uk), ma anche su YouTube, Facebook, Twitter e Instagram.

I migliori spettacoli della Royal Philharmonic Orchestra al Royal Albert Hall

Come abbiamo accennato sopra, la Royal Philharmonic Orchestra è ospite fissa di una delle location più iconiche e rappresentative di Londra, dell’Inghilterra e della musica da sala in generale: la Royal Albert Hall.

I diversi auditorium del complesso presentano una fitta scaletta di concerti e rappresentazioni di vario genere, che è possibile consultare direttamente online. Fra queste, alcune delle più interessanti sono affidate proprio alla RPO.

Ne vediamo un paio di seguito, che sono ancora una volta lo specchio della poliedricità e della versatilità dell’orchestra, e che avranno luogo fra il 2018 e il 2019.

20 novembre 2018

Giovedì 20 novembre 2018, a partire dalle 18:30 locali, la RPO eseguirà lo splendido Requiem di Giuseppe Verdi, in cui vivide trombe, fragorose percussioni e voci soavi si uniranno per riproporre in scena tutte le emozioni e la forza che scaturiscono dal capolavoro corale del Maestro italiano.

Dirigerà l’orchestra l’olandese Jac van Steen, mentre le voci saranno affidate al coro della City of London. Fra i solisti, spiccano i nomi di Helena Dix come soprano, del tenore David Butt Philip e del baritono Roland Wood.

Ad Alessandra Volpe, italiana, è stata affidata la parte del mezzosoprano.

4 Dicembre 2018

All'avvicinarsi del Natale  e Capodanno gli impegni della Royal Philharmonic Orchestra ovviamente aumentano. In particolare segnaliamo la data del 4 dicembre con "John Rutter's Christmas Celebration", al Royal Albert Hall, in due orari differenti; uno nel primo pomeriggio alle 15.00 e uno in serata alle 19.30.

29 maggio 2019

Alle melodie note al grande pubblico dell’opera verdiana si associano quelle (forse ancora più note) del pop del XX secolo. A grande richiesta, la RPO riproporrà l’apprezzatissimo ABBAphonic, show che porta sul palcoscenico le più grandi hit del più grande gruppo svedese della storia. Tutto il glamour della musica degli ABBA verrà trasmesso musicalmente dalle voci di due grandi star della scena del West End: Abbie Osmon e Emma Kerhaw.

Fra i cavalli di battaglia del quartetto nordico, verranno sicuramente riproposte Fernando, Chiquitita, Knowing Me, Knowing You, S.O.S, The Winner Takes It All, I Have a Dream, Money, Money Money, Voulez-Vous, Take a Chance, Super Trouper, Waterlo, Dancing Queen e Mamma Mia.

Voci e orchestra saranno dirette dall’inglese Matthew Freeman. La data del concerto, confermata, è quella del 29 maggio 2019, ingresso alle 19:30 locali.

Autore: Manila - LDNcity

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